Potrebbe essere un addio


Recentemente, non trovo più stimolante scrivere su questo blog. Non so se sia una cosa passeggera, una mancanza di ispirazione momentanea, o se sia invece una fase della mia vita che si è inesorabilmente esaurita. E non so nemmeno se tra le cause ci sia l’avere perso qualche lettore abituale dei mesi passati, o il non potere nemmeno avere quel minimo di riscontro che offrivano le statistiche con il numero di visite quotidiane ricevute. Fatto sta che nelle ultime settimane scrivo poco e male, ogni volta che mi trovo davanti alla pagina vuota faccio fatica, ho poche idee e pochissima voglia di tradurle per iscritto.
Insomma, potrebbe essere anche che questo sia l’ultimo intervento su questo spazio che pure mi ha dato tanto, mi ha aiutato a razionalizzare, esternare e liberarmi di certe sofferenze. Se invece, come in un certo senso spero, si tratta di una crisi passeggera, sarò ben lieto di tornare a condividere qui i miei pensieri, non pongo limiti temporali, magari tra due giorni o magari tra un anno. Tanto è solo cosa mia, senza vincoli, obblighi, necessità. Ne dispongo come meglio credo. Per ora, credo che basti così.

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Ciao Pietro


La prima edizione del grande fratello l’avevo seguita, pure con attenzione. Pietro Taricone era di gran lunga il migliore, per personalità, cultura, intelligenza: era anche uno di quelli che non si sentiva arrivato, che voleva imparare a fare qualcosa: voleva studiare recitazione, fare l’attore, sognava ad occhi aperti di essere a Holliwood e vincere l’oscar. Scrive di lui Aldo Grasso su Il Corriere della sera:

Uno schianto da guerriero,
uno schianto dove fatalmente si
mescolano l’uomo con il personaggio, la realtà con la finzione, il
coraggio con la malasorte. Forse una manovra sbagliata ha provocato la
caduta di Pietro Taricone. Lui che si vantava delle manovre «sbagliate»,
del suo procedere sfrontato e senza paracadute, dopo che la prima
edizione del Grande Fratello gli aveva regalato una notorietà smisurata e
insperata.

Non aveva vinto, ma
era uscito dalla Casa come il vincitore morale. Si era presentato come
«’o guerriero» e fin dalla prima puntata aveva messo in mostra i suoi
muscoli da palestrato, la sua aria sbruffona, ma anche la sua ironia e
intelligenza, proponendo un personaggio insolito, in mezzo a quella
insolita compagnia che erano i ragazzi del GF Uno.

Era solo il 2000 e sembra un altro secolo, con quei personaggi
venuti dal nulla che si chiamavano Ottusangolo, Salvo il pizzaiolo,
Roberta Beta, Marina la gatta morta. Le imprese di Taricone avevano
mobilitato gli spiriti nobili dell’opinionismo, pronti a decretare
l’ennesimo tramonto dell’Occidente, indignati sia per lo spogliarello
metaforico («nel senso che esibiscono senza veli la loro fittizia ma
verosimile quotidianità fatto di tutto e di niente, compresi i ruttini,
le sedute sul water, discussioni politiche, tifo per la squadra del
cuore, liti in famiglia e via dicendo») che per quello reale, davanti
alle telecamere. Ma le imprese di Taricone avevano anche attirato un
giornale come il Foglio che aveva subito dedicato a «o guerriero» una
rubrica quotidiana, «Pietromania », in cui
si mettevamo in luce i lati più simpatici, temerari e intelligenti del
personaggio.


Avvolto dall’aura erotica del collegio, della guarnigione, della
palestra, del penitenziario, il GF Uno metteva in scena alcuni modelli
di comportamento efficaci per capire le trasformazioni in atto nella
società. E Taricone era il protagonista assoluto di quella Casa.

Appena uscito, commise subito due «errori » che la comunità
televisiva, specie quella dei profittatori di reality, non gli ha mai
perdonato. Il primo fu quello di non aver partecipato a una trasmissione
di Canale 5, «Buon compleanno», dove erano invitati tutti i ragazzi del
GF. Maurizio Costanzo considerò il suo diniego come uno sgarbo, ma
anche altri giudicarono quella sua assenza come un atto di arroganza, di
boria: ma chi si crede di essere? Il secondo fu quello di voler
diventare un attore. Era infatti impensabile che un ragazzo baciato da
notorietà, improvvisa e rubata, potesse aspirare a qualcosa di più della
routine che l’organizzazione offriva: serate in discoteca, fiere e
sagre, ospitate nei talk, ex gieffini a vita. E invece, poco alla volta,
Pietro ha dimostrato di saperci fare: con «Distretto di polizia », «Don
Gnocchi», «Codice rosso», «La nuova squadra», «Tutti pazzi per amore». E
poi il cinema, la pubblicità, il teatro.

Forza Pietro: Se quel guerriero tu fossi! Se il mio sogno si
avverasse!

Mi dispiace davvero tanto, era un ragazzo come me. Senza retorica, anche se in questi casi è veramente difficile: ciao Pietro.

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Avatar e qualcos’altro


Nelle ultime settimane mi è capitato di avere dei tempi praticamente morti al lavoro, in cui non potevo muovermi ma non avevo nulla da fare. Ne ho approfittato per guardare qualche film, attività che negli ultimi anni avevo parecchio trascurato rimanendo così indietro nella conoscenza cinematografica. Ovviamente film scaricati tramite il file sharing da Emule, che serve principalmente ma non esclusivamente per i porno.
Ho visto due film che ritenevo due usati sicuri, ossia, ero praticamente certo che mi sarebbero piaciuti, visti i precedenti: trattavasi di Indiana Jones e il teschio di cristallo e Il cosmo sul comò. Il primo pensavo che mi sarebbe piaciuto in quanto i tre precedenti capitoli della saga in gioventù mi avevano entusiasmato, specie l’ultimo, quello dell’ultima crociata con Sean Connery nel ruolo del padre di Harrison Ford, e poi il fatto che avessero aspettato tanto tempo per realizzare un ulteriore sequel mi faceva pensare che fosse stato realizzato non per esigenze commerciali ma perchè ne valesse davvero la pena. Risultato: delusissimo, un film quasi farsesco per la poca credibilità delle vicende e nemmeno divertente, senza quel filo di ironia che caratterizzava gli episodi precedenti. Un polpettone che mischia credenze popolari maya, extraterrestri, superstizioni pseudo-religiose, ma senza approfondire nè spiegare nulla, ma mantenendo pure un poco di pretenziosità. Insomma, come se non pretendesse di essere solo un film avventuroso di intrattenimento. Giudizio critico spassionato, senza girarci troppo attorno: una schifezza.
Quanto a Il cosmo sul comò, i film precedenti di Aldo, Giovanni e Giacomo mi erano spesso piaciuti, qualcuno più (il primo, Tre uomini e una gamba, inarrivabile a mio giudizio), qualcuno meno, comunque delle sane risate me le avevano strappate sempre. Per cui, anche in questo caso avevo delle aspettative, non certo di assistere ad un capolavoro ma quantomeno di passare un paio d’ore piacevoli. Invece, anche in questo caso, ho dovuto affrontare una delusione: la struttura dei film ad episodi senza alcun collegamento tra di loro già non mi piace, qui poi c’era un alone di già visto e rivisto su ogni sketch, su ogni personaggio, su ogni situazione. Insomma, risate vere nessuna, sorrisi pochi e noia tanta. Di gran lunga il peggiore lavoro del trio comico, a mio parere.
Delusissimo, la sera successiva ho guardato il celeberrimo e pluri-decorato Avatar, anche se in questo caso non sapevo che reazione avrei potuto avere: in genere questi kolossal stracarichi di effetti speciali non mi piacciono, ma in questo caso avevo ricevuto segnalazioni positive anche da persone del cui giudizio mi fido ciecamente. A proiezione conclusa, tra gli aspetti negativi annovero che dopo un quarto d’ora già potevo scrivere l’intero svolgimento del film, assolutalente prevedibilissimo, ossia: si capisce da subito che qui si ribalta il luogo comune (cinematografico, of course), degli alieni cattivi che invadono la terra, mentre qui sono i terrestri i cattivi che vogliono sterminare il pacifico popolo di Pandora. E si capisce facilmente anche che la ricercatrice Sigourney Weaver sarà tra i buoni insieme al protagonista, mentre il marine sfregiato con taglio di capelli nazistoide sarà il cattivo più duro da sconfiggere; non meno prevedibile è la love story del protagonista e perfino l’happy-end è ampiamente annunciato. E’ un film decisamente buonista, in cui gli aspetti allegorici che si possono cogliere sono molteplici: evidente quello pacifista contro la politica di esportazione della democrazia del precedente governo statunitense (ma anche il premio Nobel per la pace Obama, per ora, in politica estera non si è discostato di molto da Bush, almeno nei fatti), c’è anche un messaggio chiaramente ecologista, di invito al rispetto della natura, definita madre, nonchè una critica al relativismo, alla mancanza di valori spirituali della nostra società. Volendo, si potrebbe interpretare l’attacco dei terrestri anche come un tentativo di distruggere la libertà del mondo di internet, della rete. Insomma, tutti valori buoni, giustamente propagandabili e propagandati, anche se schiacciandoli e comprimendoli tutti insieme si rischia un poco di banalizzarli, di svilirli. Insomma, l’impressione schiettamente è che fossero funzionali allo scopo commerciale. Comunque, il film è decisamente spettacolare, la flora e la fauna di Pandora sono la parte migliore del film, che ha anche il pregio di non dilungarsi troppo sulle scene di combattimento, mantenendo sempre un buon ritmo.
Insomma, su tre film visti due bocciature totali e una parziale: in rapporto alle aspettative, direi che questa tornata di cineforum di inizio estate è andata decisamente male. Poco male, almeno ho potuto esercitare la mia vena di critico cinematografico.

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La soddisfazione di un bagno pulito


Essendo la prima volta che ho una casa di proprietà, mia e solo mia, in questo periodo scopro un sacco di cose nuove. Ho già ampiamente disquisito riguardo agli obblighi derivanti da questa situazione, le incombenze pratiche e burocratiche che devo espletare e che mi occupano un sacco di tempo ed energie. Ho però scoperto anche insospettabili piaceri, emozioni che mai avrei sospettato nel vedere un bagno pulito, una cucina ordinata, un pavimento brillante. Sono un novello Cenerentolo, passo del gran tempo tra anticalcare, sgrassatori e lucidatori per pavimenti, tutte cose con le quali fino ad un mese fa non avevo alcuna dimestichezza. Certo credo che l’entusiasmo per la novità giochi un ruolo fondamentale, non penso proprio che da qui in avanti la mia vita sarà sempre così, ma insomma per ora non mi dispiace prendermi cura delle mie cose, come detto mi da anzi una certa soddisfazione vedere i risultati. Sono in evoluzione insomma, fino a poco tempo fa non avrei minimamente sospettato tutto ciò, eppure evidentemente nelle diverse situazioni si scoprono sempre nuovi aspetti di se stessi e risorse inaspettate.

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Una critica


A proposito delle recenti novità che questa piattaforma ha adottato: le innovazioni grafiche sinceramente non mi hanno sconvolto la vita, poco cambia, forse ora esteticamente i commenti appaiono più carini, mentre invece il fatto che sia stata tolta la pagina con le statistiche lo trovo davvero un peccato; non che fosse fondamentale sapere quanta gente ti leggesse, ti visitasse, ma almeno costituiva un minimo riscontro, un piccolo divertimento e se vogliamo, a volte anche una piccola soddisfazione.
Per cui, per quanto possa contare la mia opinione, rivolgo questo appello al responsabile di queste cose: rimettete la pagina statistiche, per favore.

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Tempi e tempo


Sono alle prese, nel periodo, con una serie di faccende pratiche, per me piuttosto complesse, tipo pulire i pavimenti o montare la scarpiera. Sono le incombenze di un uomo single del resto, non posso lamentarmi, anzi potrei citare il celebre proverbio che recita che ho voluto la bicicletta, e per cui ora mi tocca pedalare. Infatti non mi lamento, però mi giustifico per il poco tempo che sto dedicando al blog in questo periodo, perchè oltre alle energie, questi lavori mi impegnano anche del gran tempo. Se poi si tiene conto che ci sono tre partite dei mondiali di calcio al giorno (anche se per ovvi motivi di lavoro non riesco a vederle tutte, purtroppo), si capisce come i miei tempi morti si restringano drasticamente.
Insomma, si sarà capito che per ora in questa estate di vita all’aria aperta ne ho fatta veramente poca, quasi niente, ma del resto il clima non è che invogli particolarmente. Da questo punto di vista, e di conseguenza spero anche dal punto di vista relazionale, non si può che migliorare. Chi vivrà…

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Auguri maestro


Oggi Francesco Guccini, uno dei migliori cantautori italiani (è il mio parere, ma sfido a sostenere il contrario) compie 70 anni. Onoro il maestro con il video di uno dei suoi pezzi migliori, quantomeno nella produzione recente, una vera e propria poesia.

Citazione

YouTube – Francesco Guccini – Lettera

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