La prima edizione del grande fratello l’avevo seguita, pure con attenzione. Pietro Taricone era di gran lunga il migliore, per personalità, cultura, intelligenza: era anche uno di quelli che non si sentiva arrivato, che voleva imparare a fare qualcosa: voleva studiare recitazione, fare l’attore, sognava ad occhi aperti di essere a Holliwood e vincere l’oscar. Scrive di lui Aldo Grasso su Il Corriere della sera:
Uno schianto da guerriero, uno schianto dove fatalmente si
mescolano l’uomo con il personaggio, la realtà con la finzione, il
coraggio con la malasorte. Forse una manovra sbagliata ha provocato la
caduta di Pietro Taricone. Lui che si vantava delle manovre «sbagliate»,
del suo procedere sfrontato e senza paracadute, dopo che la prima
edizione del Grande Fratello gli aveva regalato una notorietà smisurata e
insperata.
Non aveva vinto, ma
era uscito dalla Casa come il vincitore morale. Si era presentato come
«’o guerriero» e fin dalla prima puntata aveva messo in mostra i suoi
muscoli da palestrato, la sua aria sbruffona, ma anche la sua ironia e
intelligenza, proponendo un personaggio insolito, in mezzo a quella
insolita compagnia che erano i ragazzi del GF Uno.
Era solo il 2000 e sembra un altro secolo, con quei personaggi
venuti dal nulla che si chiamavano Ottusangolo, Salvo il pizzaiolo,
Roberta Beta, Marina la gatta morta. Le imprese di Taricone avevano
mobilitato gli spiriti nobili dell’opinionismo, pronti a decretare
l’ennesimo tramonto dell’Occidente, indignati sia per lo spogliarello
metaforico («nel senso che esibiscono senza veli la loro fittizia ma
verosimile quotidianità fatto di tutto e di niente, compresi i ruttini,
le sedute sul water, discussioni politiche, tifo per la squadra del
cuore, liti in famiglia e via dicendo») che per quello reale, davanti
alle telecamere. Ma le imprese di Taricone avevano anche attirato un
giornale come il Foglio che aveva subito dedicato a «o guerriero» una
rubrica quotidiana, «Pietromania », in cui
si mettevamo in luce i lati più simpatici, temerari e intelligenti del
personaggio.
Avvolto dall’aura erotica del collegio, della guarnigione, della
palestra, del penitenziario, il GF Uno metteva in scena alcuni modelli
di comportamento efficaci per capire le trasformazioni in atto nella
società. E Taricone era il protagonista assoluto di quella Casa.
Appena uscito, commise subito due «errori » che la comunità
televisiva, specie quella dei profittatori di reality, non gli ha mai
perdonato. Il primo fu quello di non aver partecipato a una trasmissione
di Canale 5, «Buon compleanno», dove erano invitati tutti i ragazzi del
GF. Maurizio Costanzo considerò il suo diniego come uno sgarbo, ma
anche altri giudicarono quella sua assenza come un atto di arroganza, di
boria: ma chi si crede di essere? Il secondo fu quello di voler
diventare un attore. Era infatti impensabile che un ragazzo baciato da
notorietà, improvvisa e rubata, potesse aspirare a qualcosa di più della
routine che l’organizzazione offriva: serate in discoteca, fiere e
sagre, ospitate nei talk, ex gieffini a vita. E invece, poco alla volta,
Pietro ha dimostrato di saperci fare: con «Distretto di polizia », «Don
Gnocchi», «Codice rosso», «La nuova squadra», «Tutti pazzi per amore». E
poi il cinema, la pubblicità, il teatro.
Forza Pietro: Se quel guerriero tu fossi! Se il mio sogno si
avverasse!
Mi dispiace davvero tanto, era un ragazzo come me. Senza retorica, anche se in questi casi è veramente difficile: ciao Pietro.